Thursday, October 23, 2008

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e al sommo della cavea un portico tutto a colonne, e statue di marmo bianco, e di porfido, e di verde antico, e di bronzo dorato, disposte sparsamente lungo i baltei; e vasi e tripodi diffondenti odori di essenze bruciate;... davvero che la mente calma si rifiuterebbe a dar fede al volo della fantasia, se i poderosi avanzi non fossero un documento fedele per le indagini dell'arte e della scienza.

Ma lasciando la fantasia e gli splendori antichi per venire agli avanzi presenti, и certo che torna assai piщ difficile descriver questi che quelli; perchи l'arte completa ha misure e contorni e linee e forme determinate; mentre i disastri del tempo, e della barbarie, e degli smantellamenti, e dei cataclismi lasciano un tal disordine caotico, che s'invola ad ogni descrizione precisa.

Al tempo in cui nel Colosseo si rappresentт La morte di Cesare di Voltaire, il disordine era ancora maggiore. In molti spazj interni, dove le cavee e le gradinate eran cadute nella massima rovina, i monaci, custodi dell'edificio, avevano coltivato e broli e giardini, e innalzate capannuccie e pagliaj. Se non che tutti questi ingombri, che parevan voler nascondere l'origine e la destinazione dell'anfiteatro, vennero fatti scomparire dall'appaltatore dello spettacolo. Cosм furon poste gradinate di legno dove quelle di sasso non eran piщ servibili in verun modo; cosм con drappi e sostegni e pulvinari si resero ancora praticabili le gradinate piщ basse del lato dell'edificio men rovinato.

Allorchи il pubblico penetrт nell'anfiteatro, e venne quel momento vicinissimo alla rappresentazione, in cui tutte le parti occupabili si videro gremite di gente; certo che, se la architettura non aveva a lodarsi di quelle rovine, la pittura non poteva trovare spettacolo piщ fantastico, piщ grandioso, piщ vario, piщ strano di quello. Nelle prime gradinate piщ vicine al circo, dove Bruto doveva congiurare contro Giulio Cesare, v'erano le gerarchie militari del presidio comandato da Massena. - Generali, colonnelli, capi-squadroni; - dragoni, usseri, artiglieri, granatieri; giа s'intende la sola ufficialitа; perchи la repubblica democratica, и aristocratica al par di chicchessia. Presso gli ufficiali, e insieme con essi, le matrone e le donne romane della classe piщ elevata; ma di quelle che, o per amore di sи stesse, o per inclinazione agli alunni di Marte, che, guerrescamente gentili, avevano invaso tutte le case, o per una tendenza spontanea alla libertа pubblica e privata, avevano applaudito all'ingresso delle armi repubblicane in Roma; e tutte in costume press'a poco come le tre dive che abbiam ammirato nei palchetti del Teatro alla Scala, in occasione del ballo del papa. - Mescolati ai soldati ed insieme colle donne, i buoni mariti borghesi, coi capelli alla Brutus sulla fronte e sul ciglio; coi cravattoni nascondenti mento e orecchio, e colla gran coccarda sul cappellone tondo. In altra parte, per far contrasto, uomini e donne di Frascati e d'Albano e di Tivoli, coi loro costumi invariabili; e altrove le Trasteverine coi loro uomini in giacchetta di velluto e le faccie in cagnesco; una folla poi di ragazzi seminudi, a dispetto dei custodi, in quel parapiglia, s'erano introdotti ed erano iti ad arrampicarsi sulle parti piщ alte dell'edifizio. In mezzo a tutta questa moltitudine variopinta, un venti o trenta di que' cari originali, che comprendendo meno di tutti, sembrano i piщ caldi e fanatici di tutti, vestivano, come dicemmo, in costume di antichi Romani, e facendo da Collatino e da Muzio Scevola e da Curzio, parevano aver la speciale incombenza di ravvicinare in quel recinto le distanze di venti secoli.



II



Il palco
scenico, dove gli attori della compagnia Rosier dovevano declamare stentoreamente i versi di Voltaire, per farsi sentire da chi stava sulle piщ alte gradinate, non era che un impalcato di forma ellittica, inscritto nella proporzione di due terzi nell'ellissi dell'anfiteatro. Era dunque un palco che si vedeva da tutti i lati, senza siparj, senza scenarj, senza nulla di tutto ciт che, comunemente, costituisce un palco scenico. Bensм quell'impalcato, dovendo rappresentare il Campidoglio, aveva delle gradinate di legno, e dei portici rivestiti di tela imitante il marmo, e sotto agli archi, delle statue con pallj di canovaccio spalmati di gesso e di creta. Gli attori dovevano aggirarsi tra quei portici, intorno a quelle statue, discendere da quelle gradinate. Per veritа che c'era qualche cosa di nuovo, e, se vogliamo, anche di piщ naturale del solito. La cosa poi che piщ di tutto giovava a crescere quel che si chiama l'illusione teatrale, e a ravvicinare piщ che mai il finto al vero, era la statua colossale di Pompeo, quella veramente, ai piedi della quale, come voleva e vuol la fama, venne ucciso Giulio Cesare, e che и la stessa che oggi ammirasi ancora in una delle sale del palazzo Spada. Essa era stata collocata presso al portico costrutto appositamente; e l'importanza che le si volle dare, e le lettere cubitali con cui nell'avviso al pubblico venne accennata, quasi ci trarrebbe a credere che siasi voluto rappresentar la tragedia per usufruttare la statua.

Ma, domanderа taluno, i signori comici che dovevano per un pajo d'ore trasmutarsi in Giulio Cesare e Marcantonio e Bruto e Cassio e Dolabella, da qual parte, in mancanza di quinte, dovevano uscire per fare i colpi di scena con qualche illusione degli spettatori? A questo bisogno si adempм con piщ naturalezza e spontaneitа che non si crederebbe; sotto all'impalcatura delle gradinate e dei portici avevano il loro dietro le scene, e lа aspettavano il momento opportuno di uscire sul palco e far la loro parte.

Lo spettacolo finalmente incominciт in mezzo al silenzio generale, che durт pochissimo; perchи dei trentamila spettatori accorsi, ventimila, ad essere cortesi, non comprendevan nulla; altri perchи non capivano il francese, altri per l'inevitabile rumore che vi si faceva. I ragazzi del popolo, che s'eran arrampicati fin sulle ultime gradinate, dopo essere stati attenti un momento, per l'istinto della novitа, al comparire di Antonio, che aveva il manto turchino filettato in bianco, e di Giulio Cesare che lo aveva color porpora, si diedero a schiamazzare senza tanti rispetti, e a correr innanzi e indietro, a sfoggio di agilitа e di coraggio, sui cornicioni praticabili.

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